Da quando mi sto dedicando all’UX design (ma anche all’UI design), ho cominciato a guardare le cose, gli oggetti, i servizi, la comunicazione,  con uno spirito assolutamente nuovo: ogni “prodotto” diventa per me una sorta di test sulla “User eXperience”… mi sento come il protagonista di un video-game interattivo in cui, per vincere, bisogna analizzare le cose e trovarne un approccio sostanziale (anche andandone a modificare l’aspetto e la struttura) tale da da migliorarne l’usabilità. E mi succede per tutte le cose!!!

È ovvio che questo non è possibile sempre, anzi: mi accorgo che molti oggetti con cui interagisco sono perfetti così come sono o, almeno, è cosi forte e radicata l’abitudine di utilizzarli in una certa maniera, che quel modo mi sembra spesso il migliore se non, addirittura, l’unico possibile!

Prima di approfondire la questione, è bene capire di cosa si sta scrivendo, ovverosia: cosa (cavolo) è la USER EXPERIENCE (abbreviata quasi sempre con l’acronimo “posticcio” UX)? …E ancora: cosa (…sempre “cavolo”) è la USER INTERFACE (acronimo: UI). Perché le vedo quasi sempre associate (UX/UI)? Sono la stessa cosa o ci sono differenze?

Andiamo ad esplicare

Spesso la parola “UX” viene utilizzata senza una piena conoscenza del termine, anche dagli addetti ai lavori.

Ed allora, diciamola una volta per tutte: UX sta per User eXperience, cioè “esperienza utente” che può essere definita come l’insieme delle sensazioni, delle emozioni e dei ricordi che l’utente prova nel relazionarsi con un prodotto, un marchio, un sito web, un’app (queste due ultime voci sono quelle che maggiormente vengono coinvolte nella casistica dell’argomento).

Dunque, se un giorno vi troverete davanti un signore che dice di essere un User eXperience Designers, sappiate che questo tizio studia le persone (non tutte: solo i potenziali utenti di un prodotto specifico), cercando di carpirne aspettative, capacità, cultura, abitudini, sensibilità, etc. allo scopo di metterle nelle condizioni migliori per poter vivere un’esperienza positiva nell’interfacciarsi con il prodotto stesso.

Si tratta in pratica di creare (o rinnovare) una “rapporto di amorosi sensi” (scusate la citazione colta) tra l’utente e un sito, un’interfaccia, un servizio, un prodotto. In ogni caso: rendere semplice, intuitivo, armonico il “rapporto” tra utente e prodotto!

Il lavoro di un progettista UX deve tendere ad essere invisibile agli occhi dell’utente. Ho un esempio abbastanza esplicativo: il mouse. Il mouse lo utilizziamo senza preoccuparci più di tanto su quello che fa: fa quello che ci aspettiamo che faccia… è un progetto di UX design assolutamente “invisibile”! Quello che vediamo e tocchiamo è invece l’interfaccia: la UI, per intenderci. Quella che, se si trattasse di un sito web, chiameremmo Interfaccia Grafica. E, difatti, le forme “estetiche” che un mouse può assumere sono praticamente infinite, ma, la funzionalità, l’approccio, la capacità, resta ed è univoca.

Se, a titolo di esempio, il mouse fosse stato un sito web, il workflow sarebbe stato stato questo:

l’UX designer indica le funzionalità, le prerogative, il posizionamento, le caratteristiche generali (es.: oggetto spostabile, spostamento “trasmesso”, per analogia, al puntatore del monitor, dimensione, etc)

Lo UI designer seguendo le indicazioni dello UXD darà forma e sostanza alla periferica (es.: fondo piatto, dorso curvo per migliorarne la presa, tasti inglobati nella scocca, materiale della scocca, colore della scocca, etc.)

Il programmatore darà “vita” al mouse rendendo funzionali le indicazioni dell’UXD e dell’UID (es.: connessione tra mouse e cpu, funzioni dei tasti, realizzazione meccanismo di lettura del movimento, etc.)

…alla prossima
Federico Donatelli

N.B. dal 12 settembre, presso l’istituto OPENART di Napoli, partirà un corso “full immersion” sull’UX/UI design (di cui sarò docente) in cui verrà utilizzato il nuovissimo software adobeXD dedicato proprio all’UX/UI design.
Visto poi l’importanza che sta assumendo sempre di più nel mondo della grafica e della comunicazione, da quest’anno, le tematiche legate all’UX/UI design saranno implementate anche nel corso di punta dell’istituto OPENART (il corso ProfessionalTop)

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