Le regole del graphic design

Introduzione

Quando sentiamo parlare di un buon progetto grafico o di un pessimo progetto grafico, ci si riferisce spesso a linee guida o concetti qualitativi di retaggio “accademico”, oppure a giudizi basati sull’esperienza personale di graphic designers o, ancora, sul raffronto con progetti realizzati più o meno recentemente da grandi nomi del settore.

Spesso ci si riferisce a nozioni prettamente estetiche legate all’utilizzo od al mancato utilizzo di simmetrie ed allineamenti, oppure il giudizio è legato all’utilizzo di un certo tipo di carattere, o, anche al rapporto dimensionale tra gli elementi… magari, invece, ci si riferisce ad aspetti puramente tecnici e funzionali, come, ad esempio, l’uso di un testo sottile e con grazie di corpo 10 in negativo su un fondo nero, o, ancora un utilizzo di colori troppo “pieni” su carte molto porose e leggere…

In ogni caso, l’apprezzamento o meno di un progetto grafico, è spesso collegato a riferimenti qualitativi di regole tecniche ed artistiche basate sull’esperienza accumulata nel tempo dai professionisti del settore.

In definitiva: nel graphic design esistono delle regole (che andremo a definire di seguito); le regole, in quanto tali, sono accompagnate dalle eccezioni e possono dunque essere infrante ogni volta che vogliamo, ma non senza conseguenze. Infrangere una regola significa avere conoscenza della regola stessa ed essere consapevoli delle conseguenze. Infrangere una regola senza conoscerla è un controsenso e genera solo caos! Infrangere una regola con cognizione di causa ed effetto, comporta l’introduzione di una innovazione che può diventare essa stessa una nuova regola: è questo il principio della creatività!

L’importanza di conoscere le regole della comunicazione visiva è dunque fondamentale: solo così si possono valutare e comprendere le conseguenze delle loro violazioni evitando di avere risultati spiacevoli frutto solo dell’ignoranza.

Le regole sono e restano comunque un punto di partenza, una linea guida del flusso creativo, una sorta di “check list” degli aspetti da considerare durante il processo compositivo del proprio lavoro.

Naturalmente nessuna regola, men che mai quelle che esporrò di seguito, deve essere considerata come “dogma”… alla fine sarà il designer a decidere come e quando applicarle valutandone naturalmente i risultati tecnici, artistici e, sopratutto, comunicativi.

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